18.12.11

Quello che manca al Giappone, così com' è descritto ne L' eleganza è frigida, è l' espressione diretta e spontanea dei sentimenti. Che tuttavia affiorano, attraverso silenzi, rossori, elusioni. Parise coglie, con grazia, precisione e a tratti un po' d' ironia, queste manifestazioni di una soffocata emotività... il segreto avvampare delle emozioni dietro le cerimonie di un popolo «assiderato». Di timidi. Resta in sospeso (lo restava quando il libro apparve la prima volta, e lo resta oggi) la questione se tutto ciò sia destinato a scomparire, o se invece sia in grado di assorbire e rielaborare in forme originali ogni sorta di influenze esterne. Questo dubbio niente toglie allo sconcerto di chi, abituato a una volgarità chiassosa, scopre le persistenze di uno stile di vita che ha la pazienza e la precisione di certi lavori invernali (parlo di inverno... e, ricordando un bellissimo film di Claude Sautet, mi verrebbe da aggiungere che probabilmente si tratta anche di un «inverno del cuore»).
Per Parise, come il suo libro mostra, lo sconcerto si tramutò in innamoramento.

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